Viaggio a Trieste e Istria 2015

Agosto 23, 2015

Viaggio a Trieste e Istria 2015

TRE GIORNI IN CROAZIA passando per Trieste
22/25 maggio 2015

Mi ritrovo a ricordare con la memoria emozionale il viaggio in Croazia compiuto con il gruppo “Don Porta” verso la fine del mese di maggio. Questa è stata senza dubbio una gita ben riuscita, perche preparata dagli organizzatori con largo anticipo, pertanto desidero far conoscere al lettore ciò che chi non ha partecipato si è perso di quest’escursione viste le allettanti proposte che il viaggio ci ha riservato.
22 maggio, venerdì primo giorno
Alla partenza di buon ora da Riva e da Arco il pullman era pieno sulla totalità dei posti disponibili. Dopo il tragitto autostradale durato circa quattro ore, siamo arrivati nei pressi del capoluogo friulano: Trieste.
Molti di noi hanno visitato la Grotta Gigante, con un dislivello di 500 scalini in giù e 500 in su: magnifica voragine con concrezione fantastiche di stalagmiti e stalattiti. La grotta scende nelle profondità carsiche per oltre un centinaio di metri, i passaggi risultano illuminati nei punti più strategici, per ammirare le concrezioni di stalattiti che scendono dal soffitto per svariate decine di metri e le riscontranti stalagmiti che crescono dalle rocce ove le gocce in migliaia di anni scolpiscono le meraviglie che la natura orgogliosa adesso ci mostra. Nei pressi un museo interessante con reperti geologici e zoologici della zona carsica.

 

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Ripartiti dopo il pranzo, sul lungomare di Trieste abbiamo trovato ad attenderci una guida turistica locale che ci ha mostrato gli angoli più rappresentativi dei palazzi storici e del centro antico. Dopo il rapido passaggio al porto vecchio siamo giunti al luogo importante per eccellenza della memoria “la Risiera di S. Sabba”, ove si ricorda l’olocausto compiuto negli anni 1942/44: qui sono stati internati non meno di 5.000 civili di origine ebraica, nonché di oppositori politici italiani che, traditi dai fascisti del luogo e rastrellati casa per casa dalle S.S. naziste, sono poi finiti sui treni che li deportavano in Germania nei campi di concentramento per poi finire nelle camere a gas.

 

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Di seguito siamo saliti nella città collinare per visitare la rinomata Chiesa di San Giusto, posata in gran parte su un antico insediamento di origine preromanica, adibito a suo tempo a spazio sacrificale alle divinità pagane.

 

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Di qui poi in ordine sparso siamo ridiscesi in città per ammirare da vicino i palazzi ed il porto vecchio in piazza Unità d’Italia, (fra l’altro i militari del genio civile stavano allestendo in questa magnifica piazza i palchi per le cerimonie ufficiali dedicate , come ogni anno, alla festa del 24 maggio che ricorda l’entrata in guerra dell’itala nella prima guerra mondiale).

 

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Nel tardo pomeriggio abbiamo intrapreso il viaggio per Slovenia e Croazia fino a Rovigno, ove siamo arrivati in tempo per la cena ed il pernottamento nel villaggio fronte mare Villa Rubin.

 

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23 maggio, sabato secondo giorno
Svegliati di buon mattino, dopo la colazione a buffet nel grande sala dell’ hotel, ci siamo recati verso il porto commerciale di Fazana, a sud della penisola istriana, ove con un battello di linea assemblati a molti turisti nordici abbiamo attraversato un bel tratto di mare per approdare all’isola di Brijoni. Ricordo che questa località è rimasta top/secret ai turisti dagli anni 50 fino agli anni 80: infatti qui il presidente iugoslavo Tito aveva il suo quartier generale estivo ed il porto dell’isola era di suo esclusivo uso, come la sua villa e l’albergo dedicato unicamente ad illustri ospiti, capi di stato,dittatori africani e russi, e personalità varie attori compresi.

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Sull’isola è presente oggi un museo che ricorda i fasti e i personaggi importanti che il dittatore slavo aveva attirato su essa per il suo compiacimento personale. Saliti sul trenino e assistiti dal bel tempo (aveva piovuto fino ad un ora prima) abbiamo costeggiato tutto il lungomare, ammirato la bellezza del paesaggio e del parco faunistico, dove si possono vedere liberi animali provenienti da vari continenti. (zebre, lama, mucche indiane, elefanti).

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Al ritorno in battello sulla terraferma il viaggio è proseguito verso la tanto decantata cittadina romanica di Pola. Molte strade sono ancora lastricate a pietra e si ergono nella parte antica ancora i portali e i monumenti votivi.
Nella parte storica antica ci siamo intrattenuti all’interno della ben curata Arena che si estende su vari livelli (nei sotterranei di essa sono ancora visibili reperti datati oltre duemila anni: anfore, macine, otri ecc.).

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Abbiamo schivato di un minuto un temporale violento che ci ha investito alla partenza del pullman.
24 maggio, domenica terzo giorno
Questo è stato l’ultimo giorno di nostra permanenza in Croazia, ma non per questo il meno interessante: infatti subito dopo la prima colazione,caricate le valigie sul pullman, siamo partiti dal pontile di fronte l’hotel, verso la zona di Luka Vestar, con una grossa barca da pesca che dopo averci portato al largo in mare, ci ha fatto ammirare il panorama incontaminato di quel incantevole tratto di costa (è infatti prediletto dai molti nudisti del nord Europa).

 

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Scesi nel porto di Rovigno, abbiamo girato per il bel borgo incollato alla rupe, siamo poi saliti fin su alla chiesa proprio nell’ora della messa, di qui discesi abbiamo visto il mercato domenicale con la vendita dei prodotti tipici locali e ripreso il barcone siamo usciti dal porto risalendo verso nord. Dopo circa trenta minuti siamo entrati nel fiordo di Lemme, dove si trovano molte vasche di allevamento di pesci e di cozze.

 

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Nel mare sotto la Grotta dei Pirati, i marinai a bordo, travestitisi da cucinieri, in men che non si dica hanno preparato per tutta la comitiva il pranzo a base di pesce arrostito.

 

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Poi la barca ci ha portato in un altro bel borgo marino dal nome impronunciabile Vrsar. La passeggiata compiuta sul colle omonimo dopo il caffè ed il gelato ci ha cosi ben predisposto per il viaggio del ritorno.

Edoardo

 

 

 

 

                                                                                            EDOARDO

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