Gita a Candelo, Parco Villa Pallavicino, lago di Mergozzo. Sab.-Dom. Sab. – Dom. 21/2 maggio 2022e ferrovia val Vigezzo.

Maggio 21, 2022

Gita a Candelo, Parco Villa Pallavicino, lago di Mergozzo. Sab.-Dom. Sab. – Dom. 21/2 maggio 2022e ferrovia val Vigezzo.

Viaggio a Candelo, Parco Pallavicino, Lago di Mergozzo, Domodosssola e trenino della val Vigezzo.

Sabato 21 – Domenica 22 maggio 2022

Si parte presto al mattino per il viaggio in direzione del Piemonte nordorientale. Alla prima fermata tecnica, poco prima del fiume Oglio, c’è stata una piacevole sorpresa: la visita esterna alla antica chiesetta del Quattrocento di San Gottardo, raggiungibile a piedi dall’autogrill Sebino. Dopo un paio d’ore siamo arrivati a Candelo, cittadina di 7000 abitanti che si trova poco prima di Biella. La giornata coincideva con la festa “Candelo in fiore”, che si svolge ogni due anni dal 21 maggio al 5 giugno. Il ricetto (= rifugio) è un borgo medievale circondato da mura, situato a nord ovest del paese e molto curato con mercatini di artigianato, cantine e antichi strumenti di lavoro.

le mura

Molto suggestive anche le diverse composizioni floreali esposte per le antiche strade. Oltre ad una guida molto efficace, che ha accennato brevemente anche alla storia delle industrie tessili della zona e alla forte immigrazione degli anni Cinquanta, numerose erano le persone a disposizione per vendite e spiegazioni. Interessante per esempio il fatto che il dialetto locale, che chiamano patois, contiene molte parole derivate dal francese.

borgo medievale

Le strade del ricetto si chiamano infatti “rue” e sono costituite da grandi ciottoli inclinati verso la torre di cortina situata a nord del borgo. Dopo un pranzo molto raffinato (ravioli, erbette, formaggi, frittate) siamo arrivati al Lago Maggiore percorrendo la strada un po’ più lunga, consigliata dal navigatore e con indicazioni un po’ incerte, sulle strade vicine al lago. Lago bellissimo con diversi hotel piuttosto lussuosi e comunque esteticamente validi. Stresa si trova nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, costituita nel 1992 scorporando 77 comuni dalla provincia di Novara.

Questa richiesta di autonomia ha profonde radici storiche e fin dal 1939 erano evidenti le esigenze della popolazione. Oltre che per gli alberghi e il panorama, Stresa è nota per gli accordi del 1935 tra Italia, Francia e Gran Bretagna che purtroppo l’Italia stracciò, per la funivia del Mottarone, che purtroppo è caduta nel maggio del 2021, e per il parco di Villa Pallavicino, che per fortuna esiste ancora, molto esteso (30 ettari) e con piante particolari e 50 specie di animali.

Ma sono proprio le piante, gli alberi cd i fiori, che attirano l’interesse del visitatore, grazie anche alla particolare cura dei giardinieri.

pavoni bianchi

Infatti è proprio nel Parco che abbiamo potuto rilassarci un paio di ore.

roseto

In circa mezz’ora siamo poi giunti al lago di Mergozzo e all’omonimo piccolo paese (2000 abitanti). Ottimo l’albergo e ottima la cena, ma soprattutto suggestivo il borgo affacciato sul lago con strade un po’ impervie ma ricche di fascino. Nella piazza del paese presente un olmo di 400 anni, mentre più in alto è interessante il porticato delle cappelle risalente alla metà del Settecento. Mergozzo rappresentava il confine meridionale della famosa Repubblica dell’Ossola, che purtroppo poté resistere solo quaranta giorni contro la RSI nel settembre e ottobre 1944.

olmo secolare

Ripartiti la mattina, abbiamo raggiunto Domodossola in circa mezz’ora. Siamo scesi davanti alla stazione ferroviaria, da cui passa la linea da Milano a Briga e Losanna attraverso il traforo del Sempione. Questa Briga svizzera è omonima della Briga francese che era italiana fino al 1947. Interessante un giro per Domodossola in attesa della partenza del treno. La grande Piazza Repubblica, come spiegato dall’azienda turistica, deve il suo nome alla Repubblica dell’Ossola del 1944, ricordata prima. Abbiamo affrontato un percorso ferroviario diverso, con la ferrovia a scartamento ridotto chiamata Vigezzina, che arriva fino a Locarno in Svizzera. Purtroppo il 18 maggio sia la ferrovia che la strada statale sono state interrotte da una frana nella zona di confine, impedendoci di arrivare direttamente a Locarno. Nella prima parte del percorso, attraverso un paesaggio piuttosto aspro e selvaggio, ci si eleva sopra la città di Domodossola, con un dislivello di circa 500 m che permette di ammirare verso nord cime innevate sui 2800 – 2900 m, mentre le più alte, sui 3000 metri fanno da confine naturale con la Svizzera. La Val Vigezzo, infatti, collega due importanti Cantoni della Svizzera: il Vallese a ovest e il Ticino a est. Dopo il confine inizia la valle chiamata Centovalli. La ferrovia prosegue per Ascona e Locarno, entrambe sul lago Maggiore. La valle è attualmente importante sia dal punto di vista turistico, sia per i numerosi lavoratori frontalieri che abitano in Italia e lavorano in Svizzera.

trenino Centovalli

La ferrovia fu iniziata nel 1913 e terminata dieci anni dopo su progetto dell’ing. Sutter, che progettò varie linee ferroviarie, ebbe la concessione nel 1936 della ferrovia Trento-Malè e morì a Trento nel 1939. Dopo circa un’ora di viaggio siamo arrivati a Re, nome del paese dominato dal grande santuario della Madonna del Sangue, a circa 7 km dal confine e dove si ferma la ferrovia a causa della frana. Il santuario è formato da due edifici incorporati, appartenenti a epoche diverse: la parte antica, risale ai primi del 1600, mentre la grande basilica fu edificata a metà del Novecento. Nel 1494 sarebbe avvenuto un miracolo: un piccolo affresco della Madonna del Latte, colpito da una pietra, cominciò a sanguinare.

Da qui un numeroso pellegrinaggio che è continuato negli anni. Molto apprezzato l’abbondante spuntino tipico vicino alla basilica.

Re-Madonna del Latte

Il ritorno, verso le 15.30, è stato sicuro e tranquillo con l’arrivo a Riva nel tardo pomeriggio.

Claudio Partaccini

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